Scuole separate, profili separati
Ogni istituto è un ambiente distinto. Gli account privati non si mescolano con quelli scolastici. I dati di una scuola non diventano lo spazio di un’altra.
Sicurezza e responsabilità
Studenti, famiglie e istituti hanno bisogno di regole chiare: chi vede cosa, su quali materiali lavora il tutor, cosa resta isolato. Socrate nasce così, non come un chatbot a cui si aggiunge un disclaimer.
Il principio
È la piattaforma — e la scuola che la adotta — a stabilire chi può vedere, creare, assegnare o configurare. Il tutor opera dentro quelle regole. Non è “un’AI aperta” con la speranza che si comporti bene.

Ogni istituto è un ambiente distinto. Gli account privati non si mescolano con quelli scolastici. I dati di una scuola non diventano lo spazio di un’altra.
Amministratori, docenti, studenti e famiglie accedono a funzioni e informazioni diverse. Nessuno vede “tutto” per default.
La scuola decide cosa attivare per grado: quiz, simulazioni, voce, allegati, compiti. Può regolare conversazioni e cronologia.
Il tutor della scuola lavora sui documenti che docenti e istituto gli collegano. Il programma resta riconoscibile.
I registri e i report servono a gestire il servizio e a capire dove gli studenti faticano. Non a trasformare lo studio in un controllo minuto per minuto delle chat.
Il supporto della piattaforma non entra nei contenuti di una scuola senza consenso esplicito, ambito e durata. Ogni accesso straordinario lascia traccia.
Un principio di trasparenza
Descrive principi e funzioni, non l’informativa privacy né la valutazione dell’istituto. Per un’adozione scolastica forniamo il quadro tecnico e organizzativo necessario alla verifica: ruoli, isolamento dei dati, materiali, report.
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